Lingua e letteratura
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Il lituano è una delle più antiche lingue di origine indoeuropea e riflette ancora una fase arcaica dell'indoeuropeo mantenendone molte caratteristiche, fra cui l'accentazione e il vocalismo. In Lituania esistono numerosi dialetti ma le differenze principali si colgono tra alto-lituano (aukštaitico) e basso-lituano (Samogizio). Fu proprio dal primo che si formarono la lingua letteraria e il lituano moderno (l'aukštaitico occidentale o Suvalkieciu) nel XIX secolo. Il primo documento scritto risale comunque al XVI secolo: le traduzioni del Padre Nostro e dell' Ave Maria datate 1525. Proprio nel periodo della Riforma la diffusione di testi sacri portò ad una più definitiva attività letteraria. Il primo libro lituano fu il "Catechismo dalle Semplici Parole (Catechismusa prasti žadei) di Martynas Mažvydas (1520-1563), che uscì nel 1547 e fu fondamentale per lo sviluppo della lingua scritta. Nel XVII secolo si affinò la coscienza letteraria sempre nell'ambito del conflitto teologico tra cattolici e protestanti, ma fu del XVIII secolo il primo poema lituano degno della migliore letteratura europea: "Le stagioni dell'anno" (Metai) di Cristijonas Donelaitis (1714-1789) del 1770. Il XIX secolo vide il fiorire di una generazione di scrittori e poeti, quasi tutti legati all'aspirazione romantica e ai movimenti di liberazione nazionale. Antanas Baranauskas (1835-1902), con il suo poema "Il boschetto di Anyksciai" (1859) creò la prima vera opera del Romanticismo lituano. Tuttavia, nel 1865 lo zar Alessandro II impose la chiusura dell'Università di Vilnius e proibì la stampa lituana in caratteri latini. Nacque così l'epoca dei "portalibri", di coloro cioè che per salvare la lingua e la cultura nazionale importavano clandestinamente i testi stampati in Prussia o addirittura in America. Il principale poeta del risorgimento nazionale e il padre della lirica moderna lituana fu Jonas Maciulis Maculevicius (1862-1932) noto semplicemente come Maironis, la cui opera fondamentale è la raccolta di versi "Voci di Primavera" (Pavasario Balsai del 1895). Maironis apparteneva insieme a Jonas Basanavicius, Vincas Pietraris ed altri, alla corrente religiosa e liberale dell'opposizione allo zarismo; mentre una tendenza realista e di sinistra faceva riferimento a Vincas Kudirka (1858-1899), autore dell'inno nazionale lituano e alla sua rivista "La campana" (Varpas). Molto vicino al risorgimento nazionale fu anche il grande poeta polacco-lituano Adam Mickiewicz (1798-1855), che nato a Nowogrodek in Polonia, studiò all'Università di Vilnius aderendo al gruppo irredentista dei Filomati. Artista romantico per eccellenza, Mickiewicz affrontò in diverse opere la causa lituana; ad esempio nel poema "Konrad Wallenrod" (1828), ambientato nella guerra contro l'Ordine Teutonico o nel suo capolavoro "Il signor Taddeo, ovvero l'ultima incursione in Lituania" (1834), in cui descrive la condizione e le speranze della nobiltà di Vilnius alla vigilia della deludente spedizione napoleonica contro la Russia (1811-1812). Il periodo del primo dopoguerra e dell'indipendenza fu caratterizzato dal fiorire di diversi generi e tendenze letterarie, vicine alle avanguardie europee come il simbolismo, il futurismo e l'espressionismo. Vennero studiate e tradotte le letterature romanze ed anglo-americane e l'epicentro delle nuove tendenze culturali fu l'Università "Vytautas il Grande" di Kaunas, allora Capitale dello Stato. Tra i poeti di maggior spicco, presto conosciuti in tutto il mondo, vi sono Jurgis Baltrusaitis (1873-1944) ambasciatore a Mosca e Oskar Milosz (1877-1939) che visse invece a Parigi. Vincas Mykolaitis-Putinas (1893-1967) e Vincas Mickevicius (1884-1954) furono invece sia poeti che narratori: il primo con il racconto "All'ombra degli altari" (1932), inaugurò il realismo psicologico nella narrativa lituana; il secondo, prima di emigrare negli USA nel 1947, si dedicò a leggende e drammi storici sul suo popolo. Nel secondo dopoguerra si verificarono profondi cambiamenti negli orientamenti artistici e letterari con l'avvento del realismo socialista e molti letterati preferirono emigrare. Un gruppo di poeti detti Zemininkai cioè "Terrestri" (V. Macernis, A. Nyka-Niliunas, K. Bradunas, H. Nagys, J. Keksas), che aveva intrapreso negli anni Trenta un tipo di poesia vicina all'esistenzialismo francese, furono costretti a continuare il lavoro negli USA. Come loro furono molti altri gli intellettuali che scelsero di fuggire all'estero dopo il '44, rifugiandosi prima in Europa per poi trasferirsi in America nel decennio successivo. Chicago divenne infatti un centro importante per la conservazione della cultura lituana con la creazione di una società letteraria e di numerose testate giornalistiche. Vivono o hanno vissuto negli USA intellettuali come lo storico dell'arte Jurgis Baltrusaitis (1903-1986) figlio del famoso poeta, il semiologo Algirdas Greimas (1917), il drammaturgo Jonas Grinius (1901-1980) e il poeta Tomas Vencloca (1937). Oltre alle personalità già emerse prima del conflitto (Ieva Simonaityte, V. Mykolaitis-Putinas, Juoras Pankstelis), in Lituania acquistarono invece notorietà gli scrittori più vicini al nuovo corso, come A. Gudaitis-Guzevicius, Jonas Simkus, Jonas Dovydaitis e Kostas Korsakas. Dopo il 1956 l'atmosfera culturale divenne meno pesante e tra gli anni Sessanta e Ottanta la poesia conobbe nuovi e positivi sviluppi, sebbene la politicizzazione dei temi e dei contenuti pesasse sempre molto sulla produzione letteraria. Alcuni autori tra cui M. Sluckis (1928), V. Petkevicius (1930), R. Lankauskas (1932) e J. Avyzius (1922), riuscirono comunque a proporre letteratura di qualità nel corso degli anni Settanta. Nelle ultime generazioni di scrittori sono prevalenti tre diverse tendenze : lirico-psicologica, lirico-ironica e simbolico-allegorica, che poco hanno a che fare con il realismo socialista e con l'epica delle classi lavoratrici prediletta dall'ortodossia sovietica. Tra i più noti ricordiamo Juoras Aputis (1936), Birute Baltrusaityte (1940) e Danielus Musinskas (1951) e tra i drammaturghi J. Grusas, K. Saja, J. Glinskis e Justinas Marcinkevicius, che ha riscosso un buon successo con la sua trilogia storica : Mindaugas (1968), Katedra (1970) e Mazvydas (1976). |
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Jonas Maciulis Maculevicius (Maironis)Nella storia dei Paesi per i quali l'indipendenza è stata una difficile conquista, i poeti hanno spesso rappresentato non solo gli ideali artistici del loro popolo, ma anche quelli civili e patriottici. Così è accaduto in Lituania, che deve al suo poeta Jonas Maciulis Maculevicius, meglio noto con lo pseudonimo di Maironis, l'affermazione più alta e profetica del suo risorgimento. Nato nel 1862 da una ricca famiglia contadina nella tenuta di Pasandravys, animato da una sincera vocazione religiosa, frequentò il seminario teologico di Kaunas e divenne prete. Erano gli anni della dominazione russa e Maironis perfezionò i suoi studi nella capitale San Pietroburgo. Nominato professore onorario dall'Università di Kaunas, si dedicò fino al 1932, anno della sua morte, alla carriera accademica occupandosi sia dell'insegnamento teologico sia di quello letterario. Grazie al quotidiano contatto con la gioventù lituana e al prestigio che presto accompagnò la sua figura, Maironis si adoperò per risvegliare il sentimento dell'identità nazionale che sembrava tramontato nella coscienza di molti suoi concittadini, opponendosi al processo di russificazione che l'impero zarista andava conducendo con successo. Ad esso contrappose, nei suoi scritti e nelle sue ricerche, temi e personaggi della mitologia e della storia lituana. Ne è un esempio illuminante la frequente evocazione del leggendario re Vytautas, vincitore dei cavalieri dell'Ordine Teutonico. I risultati artisticamente più validi li ottenne nella scrittura dei canti (fu il massimo poeta del suo Paese), dedicati con patetico fervore alle bellezze della terra lituana. L'importanza di Maironis non si esaurisce nell'impegno civile e nell'ispirazione nazionale della sua opera. Egli concorse al rinnovamento formale della poesia e della letteratura lituana con l'introduzione di nuove metriche e di nuovi generi. Le sue opere patriottiche più importanti sono: La giovane Lituania (1908) e Le nostre sofferenze (1920); mentre la figura del Granduca Vytautas fu esaltata nella trilogia drammatica che comprende: La morte di Kestutis, Vytautas dai Cavalieri Portacroce e Vytautas Re, scritta tra il 1922 e il 1929. Alle bellezze della natura lituana sono invece dedicati i versi giovanili de Le voci di Primavera (Pavasario balsai) del 1985, una raccolta che contiene tra le più famose poesie di Maironis, alcune delle quali aggiunte nelle edizioni successive che l'autore curò per tutto il corso della sua vita. |